La compagnia low cost irlandese Ryanair ha deciso di cancellare circa 2000 voli tra lo scorso week end ed il 31 ottobre prossimo, poi dal primo novembre, tutto dovrebbe tornare nella norma. Venerdì sono stati 83, sabato 80, domenica 82, ieri 56, oggi saranno 55 e così via fino ad arrivare ad una cifra compresa tra i 1700 e gli oltre 2100 voli cancellati che, conti alla mano, significa che quattrocentomila persone più o meno non potranno volare (con Ryanair ovviamente).

All’inizio era girata la voce che vedeva la Ryanair perdere piloti in favore della concorrenza e non in grado di rispettare gli impegni presi. Invece ad aver creato questa impasse è stato un’errore nella programmazione delle ferie. L’amministratore delegato Michael O’Leary ha ribadito che non esiste un reale problema piloti in quanto la compagnia è reduce da due mesi record come luglio ed agosto in cui ha scarrozzato in giro oltre 25 milioni di passeggeri, cosa che sarebbe stata impossibile se l’azienda fosse stata a corto di personale. Del resto ad essere annullati saranno si e no il 2% dei voli in calendario.

Il problema è sorto con l’Irish Aviation Autorithy che ha imposto alla Ryanair di ripartire le vacanze adeguandosi al calendario solare cioè da gennaio a dicembre, mentre fin’ora l’azienda adottava la periodizzazione aprile-marzo. Quindi per adeguarsi entro il primo gennaio il personale ha dovuto suddividersi le ferie in un periodo di nove mesi. Se a questo si aggiunge che durante l’estate a causa dell’intensa attività è stato impossibile anticipare ferie e riposi e la frittata è fatta. Questo è quanto riporta la dirigenza della società irlandese. Ovviamente a questa situazione corrisponderanno una serie di rimborsi che Ryanair dovrà, senza considerare le possibili di azioni “disciplinari” che l’azienda rischia. In Spagna per esempio le autorità sono sul piede di guerra; l’Agencia Estatal de Seguridad Aérea ha già detto che ci vuole vedere chiaro ed ha già pubblicato una guida per i consumatori con le normative e le procedure per i rimborsi. In Italia il quotidiano La Stampa ci assicura che l’agenzia italiana l’ENAC sta monitorando la situazione. Già è una cosa insomma.

 

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