Mandzukic trascina la Juve alla rimonta

 

Gli ottavi di Champions hanno vissuto ieri la serata più interessante. Nella sfida fra i campioni d’Italia e Germania, il Bayern ha tentato di chiudere la qualificazione, ma la reazione bianconera ha rimandato a Monaco i verdetti. Agevole successo del Barcellona all’Emirates, stasera Dinamo Kiev- Manchester City e PSV-Atletico chiudono il quadro dell’andata.

E’ risaputo come Guardiola non ami i centravanti. Ne ha avuti e respinti di grandi, come Eto’o ed Ibrahimovic, preferendo i cosiddetti “falsi nueve” prime punte di manovra. Al momento schiera Lewandoski, anomalia nel suo credo tattico, ma i numeri del polacco lo rendono inattaccabile.
Tre anni fa al suo arrivo nel Bayern si ritrovò Mandzukic, che con Hitzfeld aveva appena vinto la Champions. Non bastarono a Mario 26 gol stagionali per meritare la conferma. Fu ceduto all’Atletico Madrid e da lì alla Juventus. A Torino non ha sinora entusiasmato, ha avuto dei guai fisici, ma ha visto nell’ottavo di ieri l’occasione per dimostrare qualcosa a chi non aveva creduto in lui.
Per settimane si è parlato delle pesanti assenze nella difesa del Bayern, di come fosse quella la chiave per consentire alla Juventus di coltivare speranze di qualificazione. Con centrali un centrocampista mediocre adattato dietro ed il più forte terzino del pianeta, Guardiola ha risolto il problema per un’ora con il metodo più semplice, almeno per chi può permetterselo. Ha tenuto la palla, ha giocato ad una porta, non consentendo mai all’avversario di minacciarne la retroguardia.
Il piano avrebbe funzionato se Thomas Muller non fosse incappato in una serata di pessima mira. Il campione tedesco ha sì colpito al tramonto del primo tempo, ribadendo in rete una respinta di Barzagli, ma prima aveva fallito due semplici occasioni con due mancati controlli in area. Tedeschi padroni della partita e quando al decimo della ripresa, lanciato in contropiede, Robben effettua il suo classico taglio, da destra verso il centro, e col mancino infila Buffon, il discorso sembra chiuso. Allegri ha già cambiato Marchisio con Hernanes, tentando di spostare il baricentro. Per stanchezza o rilassatezza i tedeschi si abbassano e messa finalmente alla prova, la difesa arrangiata mostra la propria inadeguatezza. Mandzukic sfrutta un errore di Kimmich e serve Dybala che accorcia le distanze. Al rientro dopo un mese di infortunio, il centravanti croato è un leone, lotta sui tutti i palloni, fa salire la squadra, crea costante pericolo in una difesa che sbanda. Cuadrado si infila in un buco ma si fa parare la conclusione da Neuer.
Gli ultimi due ingressi sono decisivi, ancora Mandzukic apre per Morata, che spizza di testa per Sturaro, entrato da 7′. E’ proprio il gregario che non ti aspetti a girare in rete, anticipando il solito tremolante Kimmich.
Il 2-2 dà al Bayern ampie probabilità di passaggio del turno, tuttavia la Juventus può provare a giocarsela, con la forza di chi era sott’acqua e poi è riemerso.

Messi ha sfatato due tabù: non aveva mai segnato all’Emirates, mai a Cech. Il fuoriclasse ceco lo costrinse anzi ad una serata di autentica frustrazione parando l’impossibile nella semifinale 2012. Si sono confrontate  a Londra due compagini dalla filosofia simile, ma dagli interpreti di qualità molto diversa. Bravi gli attaccanti dell’Arsenal, marziani quelli del Barcellona.
Per oltre un tempo l’equilibrio ha regnato sovrano, ad un errore di Oxlade-Chamberlain sotto porta ha fatto da contraltare un tocco a lato di Suarez allo scadere della prima frazione. Spesso criticato, il portiere catalano di Coppa Ter Stegen è stavolta stato provvidenziale, allungandosi miracolosamente a respingere un colpo di testa di Giroud che pareva destinato in porta. Da lì in avanti, la MSN ha rotto gli indugi, creando il vantaggio con un’azione partita dalla propria trequarti, scambio Neymar-Suarez-Neymar ed allungo per Messi, che ha punito finalmente il totem Cech. Dopo un palo di Suarez è Mertesacker a spegnere del tutto le speranze dei suoi. Il centrale tedesco sbaglia un facile controllo, sulla palla si avventa Messi che viene travolto da Flamini appena entrato. Rigore e trasformazione della Pulga. Cech evita nel finale lo 0-3 di Neymar, Piquè può permettersi un’ammonizione che gli consentirà di scontare la squalifica in un ottavo di ritorno ormai svuotato di significati.

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