GP d’Ungheria: trionfo Ferrari! Le pagelle dell’ultimo appuntamento prima della pausa estiva
GP D’UNGHERIA, DOMINIO FERRARI – La Ferrari c’è. Questo è il verdetto dell’Hungaroring. Dopo la gara di Silverstone, dopo che i commissari hanno dichiarato illegale il fondo delle rosse, con il risultato a cui tutti abbiamo assistito in Inghilterra e che ha portato alla doppia foratura negli ultimi giri, riprendersi non era facile. Si può proprio dire che in Ferrari si sia “toccato il fondo” e proprio dalla reazione ungherese sappiamo che il mondiale non è chiuso. I tecnici di Maranello hanno lavorato giorno e notte per presentarsi con un fondo nuovo, ugualmente competitivo e sembrano esserci riusciti. Il risultato è una doppietta frutto di lavoro e sofferenza, culminata con le prove stellari sia di Vettel che di Raikkonen. Dietro la Mercedes cerca di attaccare, ma dopo aver capito di non averne, punta sulla gestione della propria immagine che rischiava di uscire con le ossa rotte dagli ordini di scuderia. Alonso finalmente si regala una gioia in stagione. Ecco tutte le pagelle dell’ultimo weekend di F1 prima della sosta estiva.

VOTO 10: FERRARI / VETTEL / RAIKKONEN – Impossibile scegliere il migliore oggi. La Ferrari dopo la stangata del fondo era chiamata a un vero miracolo per rispondere presente e a quanto pare l’ha compiuto. Nel GP d’Ungheria le rosse si sono dimostrate spaziali per tutto il weekend, martellando tempi su tempi e nemmeno il problema del volante di Vettel è riuscito a rovinare una gara letteralmente dominata. Vettel, dal canto suo, parte alla grande e riesce a condurre in porto una gara segnata dai problemi del proprio volante. Guidare con lo sterzo inclinato da un lato non deve essere semplice, sopratutto quando vai a 200 km/h di media, cercando di evitare i cordoli, di non essere brusco, di salvaguardare gli pneumatici e di tenere sotto controllo le temperature. Un vero e proprio capolavoro. Come un capolavoro è stata la gara di Raikkonen. Kimi, infatti, ha compiuto una gara clamorosa tanto quanto quella del compagno. Alla partenza è bravissimo a difendere la posizione propria e di Vettel. Durante la gara poi, nonostante avesse più ritmo di Seb, è rimasto costantemente a guardargli le spalle, tenendo dietro entrambe le Mercedes e dovendo gestire sia il calore della macchina di Seb che la pressione dei rivali. Un secondo posto che vale quanto una vittoria e che regala alla scuderia un 10 globale. WEEKEND PERFETTO
VOTO 9: ALONSO – Finalmente il motore Honda, nonostante le infuocate temperature del GP d’Ungheria, decide di non rompersi e Nando in versione tempi che furono si regala una gara da sogno. Già in qualifica si era visto tutto il potenziale delle McLaren su questa pista, ma il duello e il sorpasso su Sainz restano tra le cose più belle dell’intero weekend. Come se non bastasse poi si regala anche il giro veloce e finalmente, per la prima volta in stagione, può lasciarsi andare a un’esultanza genuina e liberatoria per un sesto posto che vale come una vittoria. La foto scattata alla fine del GP vale almeno un punto in più. Geniale. TORERO

VOTO 8: SAINZ – Il duello tutto spagnolo con il “maestro” e rivale Alonso vale da solo mezzo biglietto di questa gara. Il settimo posto finale, che gli vale il nono posto in classifica generale a 35 punti (31 più dello sciagurato compagno di squadre), è il coronamento dell’ennesima grande gara di questa stagione. Sainz sembra un pilota ormai pronto per il salto di categoria e gli auguriamo di trovare presto una squadra di fascia medio alta dove poter tranquillamente ambire a qualche podio, risultato che meriterebbe di sicuro. MATURO
VOTO 7: DI RESTA – Abbiamo passato mesi a sentirci dire di come queste nuove monoposto fossero faticose da portare, difficili da capire e da maneggiare. Poi arriva Di Resta, di fatto un ex pilota, che viene messo, senza alcun preavviso, sulla Williams di Massa e al quale viene chiesto di tirare fuori una gara dal cilindro. Certo, quella che finisce mestamente nei box non sarà una gara memorabile, ma sfido chiunque, anche piloti con il loro trascorso, a montare su una monoposto del genere e fare la loro degna figura come ha fatto Di Resta oggi. I miei complimenti. INASPETTATO
VOTO 6: BOTTAS – Il podio maturato nel GP d’Ungheria è frutto sopratutto della buona prestazione in qualifica del sabato e di una serie di ordini e contrordini di scuderia di cui il povero Valtteri è solo uno spettatore non pagante. Hamilton chiede di superarlo e lui si lascia superare, in modo assolutamente plateale, salvo poi vedersi restituire la posizione all’ultima curva, quando ormai, con tutta probabilità, lui stesso aveva smesso di crederci. Questo povero ragazzo è il pilota che più di tutti sta finendo nel tritacarne degli ordini di scuderia e forse, se ad oggi tutti fossero stati lasciati liberi di correre secondo le loro possibilità, non è assurdo pensare che si sarebbe addirittura potuto trovare davanti al più blasonato compagno di squadra. SPETTATORE

VOTO 5: HAMILTON – Il buon Lewis prima o poi dovrà accendere un cero al caro Verstappen. Se infatti a Silverstone il pilota olandese è risultato fondamentale per costringere Vettel al fatale cambio di strategia, oggi, dopo le prime curve, il GP d’Ungheria poteva mettersi in maniera decisamente più sfavorevole per il vice campione del mondo in carica. Dietro entrambe le Red Bull al via, non sarebbe stato affatto facile superarle entrambe, invece, grazie all’aiuto del rivale si ritrova quarto senza troppa fatica. Sente di poter attaccare Raikkonen, costretto a proteggere Vettel e la Mercedes ordina a Bottas di lasciarlo passare. Il duello con il ferrarista è appassionante, anche se mai davvero in bilico. Alla fine, per salvare la faccia del team, restituisce la posizione al compagno di squadra, rinunciando al relativo podio. Quello che resta alla fine sa di posticcio, finto e forse non del tutto per colpa sua, che però paga un voto al compagno per via delle qualifiche. CARICATO A SALVE
VOTO 4: MERCEDES – “Bottas fai passare Lewis“. “Lewis hai 5 giri per superare Raikkonen”. Poi, passati i 5 giri, come si fa con i bambini quando non riescono a vincere a un gioco: “Lewis, hai altri 5 giri per superare Raikkonen”. Intanto si alza Wolff, capo supremo delle armate tedesche, e si dirige al muretto della sua scuderia per capire che stanno combinando e quello che viene partorito è un: “Bottas, se Lewis non passa ti restituisce la posizione”. Tanta confusione, ordini, contrordini, brutte figure. La Mercedes, che dopo Silverstone pensava di aver finalmente dato la spallata decisiva al mondiale, esce dal GP d’Ungheria con le ossa e l’immagine decisamente rotte. La sensazione è che, dopo anni, nel box delle frecce ancora non si sia capito come gestire i propri piloti, finendo per essere o troppo restrittivi o troppo permissivi nei propri ordini. Chiarezza, anche perché lo spettacolo che arriva a casa è tutt’altro che bello. INDECISI
VOTO 3: VERSTAPPEN – Il buon Max, ormai lo sappiamo, è un pilota senza mezze misure. Proprio quando sembrava essere maturato, quando pareva aver capito che qualche volta accettare un compromesso e alzare il piede dal gas è meglio del rovinare la propria gara e quella di altri, eccolo ricadere nei vecchi errori. Sono bastati dei ritiri in serie per fargli perdere pazienza e voglia di aspettare e anche oggi, già dopo tre curve, ha rischiato più di un contatto. Prima con Raikkonen, evitato per un soffio, poi quello fatale con Ricciardo. Sicuramente non voleva “bloccare” finendo lungo, ma la situazione è frutto del suo correre sempre al limite. Peccato che qui ci siano piloti che lavorano duramente per i propri risultati e non sia un film di Fast & Furious. Ricciardo oggi ci ha rimesso gara e fegato e non le ha mandate a dire al giovane compagno di squadra. Anche per gli altri piloti, partire “nei paraggi” di Verstappen è un rischio e questo francamente non è più tollerabile. Peccato perché il resto della gara è anche emozionante: al netto della penalità, l’aver gestito le gomme rosse per oltre 40 giri e aver finito per riprendere Bottas sono segnali evidenti che il talento c’è, manca ancora la testa giusta. FINITA LA PAZIENZA

VOTO 2: WILLIAMS – Qualcuno ci spieghi come si fa a mettere dentro una monoposto del 2017 un ex pilota come Di Resta. Con tutto che il buon rimpiazzo corre il suo GP d’Ungheria anche dignitosamente, ma in un circus pieno di giovani virgulti dalle grandi speranze, davvero un team come la Williams non aveva nulla di meglio di un giornalista da far guidare? La domanda è destinata a rimanere senza risposta, ma i dubbi restano. IMPERSCRUTABILI
VOTO 1: VANDOORNE – Va bene che la McLaren quest’anno sia in grossa difficoltà. Va bene che i motori Honda si rompano con una frequenza e una puntualità quasi sovrannaturale. Va bene il caldo pressante, lo stress. Va bene la pressione mentale di sapere che il tuo compagno di squadra Alonso sta facendo la gara della vita e sta rimarcando, una volta di più, tutta la differenza tra voi due. Ma provare a falciare i propri meccanici arrivando lungo alla piazzola di sosta è troppo. Il povero addetto al carrello viene sbalzato indietro di quasi un metro e tutti i meccanici devono praticamente inseguire la macchina del buon Vandoorne per cambiargli gli pneumatici. Una scena quasi fantozziana, che nemmeno il decimo posto riesce a cancellare. FALCIAERBA
VOTO 0: HAAS – Il cappello da asino del GP d’Ungheria va purtroppo al team Haas. Un po’ per la scriteriata manovra con cui Magnussen spinge la Renault di Hulkenberg fuori dalla pista, manovra di una scorrettezza rara e di una pericolosità assoluta da cui scaturisce una risibile penalità di 5 secondi e una mezza rissa alla fine della gara, un po’ per il volto del meccanico che prova in tutti i modi a segnalare di non aver fissato a dovere la gomma di Grosjean. Peccato, in una gara che non ha regalato troppe amarezze a loro va la palma dei peggiori in pista. Oltre al danno anche la beffa, arriverà anche una multa per unsafe release. FRITTATA
Vai alla home page di Lineadiretta24.it
Leggi altri articoli dello stesso autore
Twitter: @Mauro.Zini14