La crisi del Venezuela è un fallimento politico di Maduro?

Crisi del VenezuelaAll’inizio del mese di maggio il Ministero della Salute venezuelano ha pubblicato per la prima volta, dopo quasi due anni, i dati sulla situazione sanitaria all’indomani della crisi del Venezuela. Nel paese, scosso da una violenta crisi economica e politica esplosa a marzo 2017, la mortalità infantile è aumentata del 30% rispetto al 2015, mentre quella materna del 65%. Inoltre, a causa della crisi economica sono aumentati i casi di malaria ed è ricomparsa la difterite, debellata negli anni ’90. Il governo ha dato la colpa della situazione all’opposizione, accusandola di ritirare dal mercato le medicine per favorire l’iniziativa di un golpe, ma nel frattempo non accennano a diminuire le proteste contro il presidente socialista Nicolás Maduro. La crisi in Venezuela ha raggiunto l’apice lo scorso 29 marzo, quando il parlamento ha visto esautorati i suoi poteri per permettere a Maduro di governare senza alcun controllo dell’assemblea legislativa. La decisione è stata presto revocata, ma le tensioni sociali scoppiate nel paese non accennano ancora a spegnersi.

La crisi del Venezuela affonda le sue radici nella recessione economica che dura ormai da oltre un anno. Non è stato sempre così: un tempo il Venezuela eraCrisi del Venezuela tra i paesi più ricchi del Sudamerica, ma oggi conta un’inflazione dell’800%, mentre l’81% della popolazione vive in povertà e il 93% ha difficoltà a trovare da mangiare. A causa della mancata crescita del paese, lo scorso anno la maggior parte dei supermercati sono rimasti vuoti, lasciando la popolazione senza cibo né beni di prima necessità. All’epoca il governo fu costretto a proclamare lo stato di emergenza a causa della criminalità crescente dovuta alla disperazione. Secondo le cifre dell’Osservatorio venezuelano della salute (Ong), 9 milioni di persone non riescono a mangiare due volte al giorno: «È normale vedere molte persone, specialmente bambini e anziani per la strada. – spiega Maria Luisa Ungreda, segretaria dell’Associazione di assistenza sociale Damas salesianas – Ogni giorno ci sono persone, anche famiglie o gruppi, che frugano nei rifiuti per trovare qualcosa da mangiare. Si formano lunghe file davanti ai supermercati e alle panetterie per comprare qualche prodotto a prezzo controllato, mentre altri alimenti possono essere acquistati solo a prezzi altissimi, al di fuori della portata della maggioranza delle persone».

Il Venezuela si ritrova da mesi impantanato in una situazione di declino economico e disordini sociali, aggravati dall’incapacità del governo di far fronte alla situazione in modo pacifico e di sfruttare la sua risorsa più importante: il petrolio. Da mesi i diritti umani sono violati e le libertà individuali soppresse. Dall’inizio delle tensioni, decine di persone sono state uccise nel corso di manifestazioni pacifiche e centinaia sono state arrestate. Il rischio è che la crisi degeneri ulteriormente, sfociando in un conflitto ancora più violento dalle conseguenze imprevedibili. La situazione venezuelana è un fallimento non solo della politica interna, ma anche di quella internazionale. L’unica via di uscita per la crisi del Venezuela sarebbe la convocazione di elezioni che permettano al popolo di esprimersi, ma Maduro si è mostrato fermamente contrario a questa possibilità. Per evitare il caos, l’unica strada sembra quella delle pressioni a livello internazionale. Solo con un intervento esterno e l’avvio di un negoziato, infatti, si potrà interrompere la spirale di violenza e miseria di cui il Venezuela è vittima da mesi.

 

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