Le unioni civili approvate anche alla Camera ieri, 11 maggio, dopo aver ricevuto l’ok dal senato il 25 febbraio. La norma è passata con 372 voti favorevoli e 51 contrari e introduce un nuovo istituto nel diritto di famiglia: le unioni civili. L’Italia è il ventisettesimo Paese europeo a riconoscere legalmente le coppie dello stesso sesso. Dalla legge manca però una definizione specifica per i contraenti: non sono né coniugi, né mariti o mogli. Non è un vero e proprio matrimonio, in quanto non regolato dall’articolo 29 della Costituzione, ma si può equiparare a questo per diritti e doveri previsti. Chi stipula il suddetto accordo deve essere maggiorenne e per la registrazione sono necessari due testimoni. Questo contratto non può essere stretto da persone sposate o che risultano già in un’unione civile, da persone a cui è stata riconosciuta un’infermità mentale o che tra loro sono parenti.

Nel secondo capo della legge Cirinnà, la “convivenza di fatto” è riconosciuta alle coppie legate stabilmente da vincoli d’affetto e che non hanno contratto matrimonio o unioni civili. I conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi in caso di malattia, di carcere o di morte di uno dei due e possono stipulare un contratto di convivenza per regolare le questioni patrimoniali tra di loro.

Questo accordo può essere sciolto per volontà di entrambe le parti, recesso unilaterale, matrimonio o unioni civili (tra i due o tra un convivente e un’altra persona) o morte. In caso di scioglimento del contratto, il giudice può riconoscere a uno dei due conviventi il diritto agli alimenti in misura proporzionale alla durata della convivenza.

Le unioni civili gay, però, non prevedono l’obbligo di fedeltà e quindi questa legge non contempla la cosiddetta stepchild adoption e a questo ha replicato Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno: “il fatto che siano stati stralciati i diritti dei bambini pur di ottenere un risultato politico è inaccettabile”.

Il Pd e Matteo Renzi esultano nonostante il testo non sia forte come l’originale. “E’ un giorno storico” ha detto il premier. Favorevoli la maggioranza, i verdiniani e una parte di Forza Italia, astenutosi il Movimento 5 stelle e il partito di Civati, mentre si fanno rumorose le opposizioni. La Chiesa ha criticato la fiducia del governo e Massimo Gandolfini, portavoce del Family day minaccia: “ce ne ricorderemo al referendum sulle riforme”. Salvini vuole un referendum abrogativo e invita i sindaci leghisti a non applicare la legge. “Le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie”, ha replicato Renzi citando l’amica ed ex assessore alla provincia di Firenze Alessia Ballini, famosa per le sue battaglie per i diritti civili che è morta a 41 anni. Le Monde e El Paìs, hanno “celebrato” il risultato del governo: l’Italia “era l’ultimo grande Paese dell’Europa occidentale a non avere ancora una legge in materia” scrive il quotidiano francese, mentre il giornale spagnolo afferma “Matteo Renzi vuole tirare fuori l’Italia dal suo ritardo di decenni in materia di diritti civili”.