Mediaset – Yahoo, accordo di tre anni sull’Adv

Si è concluso con esito positivo l’accordo di tre anni tra Yahoo e Mediaset per la vendita di pubblicità display, native, video e content marketing sul sito Yahoo.it. Nick Hugh, vice presidente di Yahoo, ha dichiarato: “Siamo felici di questa partnership; Mediaset ha una profonda conoscenza del mercato dei media digitali in Italia e una grande esperienza nell’offrire agli investitori gli strumenti necessari per coinvolgere la propria audience con annunci rilevanti. Yahoo ha una storia di quasi 20 anni in Italia e non vediamo l’ora di rafforzare la nostra presenza sul mercato con modalità innovative”.

L’importante accordo è stato accolto con uguale entusiasmo anche dai vertici Mediaset nella persona dell’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi: “L’accordo con Yahoo è importante per l’evoluzione delle nostre strategie poiché è un brand con straordinaria notorietà e autorevolezza nel mondo digitale. Nell’evoluzione delle nostre strategie, il digitale ricopre un ruolo di crescente portata. Il web si nutre sempre più di contenuti televisivi e la tv sarà sempre più connessa al web. Questo accordo è quindi rilevante per le sinergie con le piattaforme digitali. Fermo restando che al centro del nostro sistema ci saranno sempre i grandi numeri delle platee televisive, i contenuti originali tv troveranno distribuzione su un numero sempre maggiore di touch point digitali”.

Grazie alla partnership, Mediamond si posizionerà a ridosso di Google e Facebook nel ranking di Audiweb con l’opportunità di raggiungere mensilmente circa 21,2 milioni di persone e oltre 5,3 milioni al giorno. Tuttavia, nonostante l’accordo, corre voce che Yahoo si appresterebbe a chiudere la sua sede in Italia, rinunciando quindi ad avere una presenza diretta nel nostro Paese. Intanto, proprio in queste ore, il Wall Street Journal rende noto che la stessa potrebbe tagliare la propria forza lavoro del 15% poiché le spese sarebbero salite eccessivamente nell’ultimo anno (un aumento di circa 3,9 miliardi di dollari, ovvero il 20% in più rispetto allo standard) facendo precipitare inesorabilmente i ricavi.

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