Salvini: sulla Siria Renzi è «un senza palle»
«Bisogna evitare una Libia bis. L’Italia non fa blitz ma collabora con la coalizione internazionale». Ad affermare quanto riportato è il premier Matteo Renzi direttamente da New York, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Le parole di Renzi rimandano direttamente alla decisione presa dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel 2011, quando si piegò, seppur malvolentieri, al volere franco-inglese di compiere raid aerei contro le truppe di Gheddafi. La successiva implosione politica della Libia, frammentata in una miriade di tribù dopo le prime elezioni libere, la prepotente incursione dell’Isis connessa all’ emergere incalzante di forze filo-islamiste hanno convinto Renzi e buona parte della comunità internazionale della necessità di non ripetere più l’errore di bombardare i dittatori senza pensare al futuro politico-sociale dei Paesi e della popolazione.
Queste le motivazioni per cui l’Italia, questa volta, dirà no, lasciando da solo il presidente Hollande lungo la strada scelta per risolvere il problema siriano. Il presidente del Consiglio, nel ribadire che «l’Italia farà la sua parte» ha però aggiunto che esistono delle regole e una Costituzione sulla base delle quali l’Italia non interviene in un contesto come quello siriano in quanto mancano i presupposti giuridici, al di là delle valutazioni politiche. Renzi ha poi insistito, sulla necessità di una soluzione politica e ha spiegato che «è importante coinvolgere tutti, vedo in modo positivo l’incontro tra Obama e Putin». Il premier italiano ha infine evidenziato come si debba necessariamente coinvolgere la Russia «perché è un attore fondamentale sullo scacchiere mondiale».
E’ questa la cornice in cui si colloca l’affermazione di Salvini, di visione totalmente differente. Il leader della Lega, infatti, non usa parole delicate per esprimere il proprio parere nettamente contrapposto a quello del Premier. A detta di Salvini il nostro Presidente sarebbe «un senza palle». Il leghista continua asserendo «io sono per il dialogo ma non con i tagliagole, in Siria e in Libia bisogna intervenire con le armi, militarmente e massicciamente». Niente di nuovo né di sorprendente, infatti, in un recente colloquio con il Foglio, Salvini aveva spiegato che «se le ragioni che spingono centinaia di migliaia di profughi a scappare della Siria sono legate alla furia assassina dei fondamentalisti islamici, occorre intervenire subito con l’esercito, non con le fionde come stiamo facendo oggi, per sradicare alla radice i tagliagole dell’Isis». Per Salvini «il governo italiano e la comunità internazionale non possono continuare a far finta di nulla e a non prendere posizione in Siria per paura di schierarsi con le uniche forze che in questa fase rappresentano un argine per l’avanzata dello Stato islamico, ovvero la Russia di Putin e la Siria di Assad».
@Fedefra85