McKelvie: «A Westminster rete di pedofili»

Theresa May, ministro dell’Interno inglese, ha ordinato un’inchiesta lampo, guidata da Peter Wanless, capo di Nspcc (charity per la prevenzione della violenza dei bambini). Lo scopo è quello di portare a galla i segreti più nascosti di Westminster: istituzioni e parlamento influenzati da una rete di pedofili.

Autorità, politici e polizia non avrebbero avuto problemi a “proteggerli” in passato, insabbiando quelli che la May definisce “i crimini più disgustosi”. Sono circa venti i politici inglesi accusati di aver abusato, per anni, di minori.

Dossier Dickens. Il tutto è iniziato molti anni fa, con Geoffrey Dickens a capo di una campagna anti pedofilia, il quale ha consegnato un dossier in proposito all’ex ministro Leon Brittan, che dichiara di averlo rigirato, a sua volta, negli anni Ottanta, ai funzionari ministeriali.
Parliamo del cosiddetto “Dossier Dickens“, consistente in 113 documenti più una lista di 114 nomi di politici accusati di violenze sessuali nei confronti di minori, compiute tra il 1979 e il 1999.
Perso? Eliminato? Non considerato? Fatto sta che questo dossier è sparito.
Il Times ha scoperto che i quattro dei casi di pedofilia del 1979 sono passati sotto la giurisdizione di Scotland Yard solo nel 2013.
Se tutto ciò non bastasse, lo stesso Steven Adrian Smith, ex leader di un gruppo pro pedofilia, il quale ha lavorato, tra gli anni Settanta e Ottanta, all’Home Office ha ammesso che si serviva di quegli stessi uffici per nascondere materiale scottante.

Operazione Fernbridge. Anche la polizia ha iniziato ad indagare tramite un’operazione denominata “Fernbridge”: è stato così rintracciato un imprenditore che risulterebbe una delle vittime avendo avuto al tempo soli otto anni, il quale ha confermato gli abusi ma, per il momento, non ha fatto nomi specifici e non ha firmato una dichiarazione ufficiale, affermando di avere paura di ripercussioni. Il luogo predestinato alle torture risulta Elm Guest House, nel quartiere Barnes: un bordello di alto livello.
Dickens è ormai morto, ma il figlio Barry, nel corso di un’intervista della BBC, non ha esitato ha riportare le parole del padre: «Lì dentro ci sono cose esplosive».

Parlamento in crisi. L’inchiesta in corso, con una durata prevista per dieci settimane, ha sicuramente preoccupato il premier David Cameron poiché risultano coinvolti nella vicenda alcuni uomini appartenenti al suo partito e, inoltre, Leon Brittan, anche lui accusato di violenze, è un’esponente di rilievo del partito conservatore che siede alla Camera dei Lord. Guarda caso, i documenti utili per incastrare i colpevoli sono spariti proprio al tempo in cui lo stesso Leon Brittan era ministro dell’Interno.
Cameron ha affermato: «È giusto che si facciano queste inchieste, noi non dobbiamo fare nulla che possa pregiudicare o impedire l’azione della polizia. Se qualcuno ha informazioni riguardo a un crimine deve ovviamente riferirlo alla polizia».
È stato il Daily Telegraph a rivelare l’esistenza della lista che potrebbe mettere in crisi il Parlamento britannico rivelata da, ex dirigente di un’associazione riguardante i diritti dell’infanzia. McKelvie «ci sono prove sufficienti per aprire un’indagine su almeno 20 parlamentari per fatti che riguardano gli ultimi 30-40 anni. Alcuni di loro sono morti ma altri sono vivi e, in alcuni casi, ancora attivi in Parlamento. La lista c’è».
Sempre secondo il Daily Telegraph, nell’anno passato il Ministero dell’Interno ha indagato su su tredici casi in materia di presunta pedofila e, di questi, nove sono stati denunciato alla polizia con quattro ufficiali del ministero coinvolti direttamente.
L’ex sottosegretario all’infanzia, Tim Loughton, sapendo di essere protetto dalla legge britannica per quanto riguarda querele e denunce, in quanto parlamentare, minaccia ora di rivelare i nomi dei politici sospettati di pedofilia.

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