Il Noma di Copenaghen è il miglior ristorante del mondo
Il Noma di Copenaghen è il miglior ristorante del mondo, ancora. La rivista britannica Restaurant, che da dieci anni stila la classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo, gli ha assegnato il primo posto, per la quarta volta.
Il ristorante dello chef Renè Redzepi, classe 1977, dal 2004, anno della sua apertura, ha scalato le vette della long-list, superando con successo la debacle del 2013, l’anno della grande intossicazione. Fece infatti scalpore la notizia della diffusione del Norovirus in 63 clienti che avevano cenato nel prestigioso locale. Ma una volta appurato che il virus era stato trasmesso da un membro del personale e non a causa di mancanze igieniche, il Noma era pronto per riaccomodarsi sul podio, dove si era temporaneamente insediato il ristorante Celler di Can Roca di Girona, oggi al secondo posto.
Un vecchio magazzino sull’isola artificiale di ChristianShavn, circondato dai canali gelidi della capitale della Danimarca. Tutto gradevolmente ordinario, prima di aver ascoltato il menù. Circa 20 portate impronunciabili, a base di gamberi e aneto, ma anche aghi di pino, lichene fritto (vedi foto), muschio e conchiglie di cozze, yogurt con formiche e garum di cavallette. Della preparazione di quest’ultima pietanza, una specie di salsa d’accompagnamento, è stato anche diffuso un video-tutorial, in caso qualcuno desiderasse mischiare cavallette e larve nel proprio frullatore. Prezzo della degustazione: 200 euro circa, vini esclusi. {ads1} Alcuni parlano di un’esperienza sensoriale eccezionale, altri di una diabolica macchina per fare soldi. Certo è che la cucina di questo ristorante sembra estremamente distante dalle aspettative di un avventore mediterraneo ma anche dalle consuete forme del gusto: i cibi sono adagiati su pietre oppure dentro un vasetto per le piante. La sperimentazione di Redzepi è giunta a livelli molto arditi, e il suo coraggio è stato premiato dalla giuria di 800 membri di Restaurant.
E nonostante sulla validità di questi giudizi, come su quelli di altre guide, piova giustamente un’abbondante dose di scetticismo, il Noma continua a guardare dall’alto in basso l’Osteria La Francescana di Massimo Bottura, ancora al terzo posto. Uno chef eccezionale, innovativo e tradizionale al tempo stesso, forse il vertice più alto della gastronomia italiana in questo momento, meno noto di altri volti televisivi come Cracco, Scabin e La Mantia, per non aver mai trascurato la frenesia della sua cucina a Modena. Tre stelle Michelin (il Noma ne ha due), miglior ristorante d’Italia per l‘Espresso e il Gambero Rosso, l’Osteria parla ancora di ravioli di zucca e tagliatelle al ragù.
Oltre a Bottura, di chef italiani ce ne sono solo altri due in queste classifica, resa nota lunedì sera durante una grande cerimonia da Londra: Enrico Crippa (Piazzo Duomo di Alba) e Massimo Alajmo (Le Calandre). Molti ritenevano che quest’anno Bottura sarebbe volato al primo posto, e invece.
“La cucina italiana è la migliore al mondo“, dicono.