Il Signore a Rotelle: rompere il silenzio sulla disabilità
Rompere l’ingombrante silenzio che avvolge la disabilità attraverso l’arte; un silenzio alimentato dall’indifferenza, dall’ignoranza, dall’imbarazzo. È quanto si ripropone di fare lo spettacolo-evento Il Signore a Rotelle, tratto dal romanzo autobiografico Troppe Scale di Attilio Spaccarelli (affetto da Sclerosi Multipla), che debutterà il 29 marzo al Teatro Gianelli di Roma.
Uno spettacolo nato per aggredire e denunciare ogni barriera architettonica e ostacolo che impedisca a chi è costretto su una sedia a rotelle di condurre un’esistenza normale. Le solide velleità artistiche e umane che hanno ispirato la show, realizzato all’interno dell’ambizioso Progetto Spacca, sono state raccontate in una frizzante conferenza stampa dallo stesso Spaccarelli, dalle registe de Il Signore a Rotelle Lisa Colosimo e Stefania Papirio, da Erica Battaglia (Presidente Commissione V – Politiche Sociale Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale), Chiara Giansiracusa (Assessore al Bilancio, Cultura e Risorse Umane del Municipio VII Roma Capitale), Andrea Angelini (Assessorato Dipartimento Politiche Sociale Sussidiarietàe Salute di Roma Capitale), la psicologa e scrittrice Giovanna Repetto, la giornalista e conduttrice Alda D’Eusanio e dagli Spaccattori, energici interpreti dello spettacolo.
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Fiore all’occhiello ed entusiasmante peculiarità dello spettacolo, ha dichiarato Lisa Colosimo, è sicuramente la sua natura poliedrica ed eterogenea: “Il nostro potrebbe essere definito come un teatro dis-integrato! La performance ha una forte connotazione multimediale: i video, la musica dal vivo e le foto sono parte integrante della messa in scena. Abbiamo coinvolto, in un laboratorio durato sei mesi presso l’Associazione Culturale Itinerarte, un talentuoso e variegato gruppo di persone: attori, fotografi e musicisti ma anche ingegneri, psicologi, avvocati… Pur non avendo familiarità con la disabilità, hanno preso a cuore la storia di Attilio, che ha fatto loro capire come la sedia a rotelle rappresenti innanzitutto la mobilità, non l’immobilità. Tutti, nella vita, abbiamo a che fare con delle barriere, ma vestire una volta a settimana i panni di Attilio ha cambiato tutti, spingendoli a desiderare di conoscere meglio la storia. Come disse Socrate, la conoscenza nasce dallo stupore. Paradossalmente, la maggiore difficoltà da noi incontrata, è stata trovare un teatro accessibile ai disabili!” Attilio Spaccarelli ha continuato: “Tutto è cominciato con la scelta di scrivere contro il mobbing sul lavoro che stavo subendo. Ma più andavo avanti, più mi rendevo conto che raccontavo quasi in modo inconsapevole, e spesso ridevo e mi sorprendevo di ciò che mi usciva dal dito. In fase di scrittura, mi sono messo in situazioni che potessero dare un contributo al libro; situazioni da film, che mi descrivevo mentre le vivevo. Senza privarmi del divertimento proprio dello scrittore durante la correzione del manoscritto. È stato entusiasmante”.
Attilio Spaccarelli, mettendo su carta la propria storia, armato di coraggio e della propria sagace ironia, ha provato a dimostrare che le barriere, prima che architettoniche, sono mentali. Ma il linguaggio dell’arte può aiutare a superarle. “Il sarcasmo graffiante del libro di Attilio, l’ironia e l’umorsmo – ha aggiunto Giovanna Repetto – non mirano a sdrammatizzare bensì a scardinare i luoghi comuni e rigidità delle idee, a dissacrare i pregiudizi. È uno strumento sovversivo, come una pistola puntata contro le barriere mentali altrui. Speriamo sia un punto di partenza per smuovere le istituzioni a fare finalmente ‘politica’ nel senso letterale del termine, ovvero il bene della società“. Il Signore a Rotelle è stato realizzato grazie al sostegno delle Associazioni MEssaggi e Dark&Light, Radio Poddjo, Roma Capitale, Municipio VII, Croce Rossa Italiana, Fisiomet, Soroptimist Club Roma Tre, Officina 06, Anmic, Teatro Betti, Centro D’Ambra, Geff Rock Band e Buffi Bistrot. L’ingresso allo spettacolo è libero previa prenotazione.
Per ulteriori informazioni : www.itinerarteroma.com